Voce del verbo Donna

Leggevo da qualche parte, tempo fa, una poesia (credo anonima) intitolata “Voce del verbo Madre”. Perché “madre” non è un soggetto e men che meno un complemento oggetto. Sono mille gesti, azioni, attenzioni, pensieri, speranze.
E la stessa cosa possiamo dire di “donna”: mille, milioni di donne diverse che ogni giorno fanno. Fanno tanto, fanno tutto. Dal partorire al progettare un sito web, dall’allattare al disegnare, al costruire, al lottare, allo scrivere. Un universo intero di energia, ingegno e impegno, sacro e profano, spesso relegato inspiegabilmente a fondo pagina. Quanto spazio hanno davvero le donne rispetto a tutto ciò che fanno?
Poco. Poco davvero. Contate quanti autori e scrittori conoscete e quante autrici e scrittrici. Fate un gioco semplice. Planate sul sito di una qualsiasi casa editrice e provate a fare la conta uomini/donne. Rimarrete di sasso. Come rimaniamo noi ogni volta.
Qualcuno di voi dirà, “ma ancora con questa storia delle quote rosa? Se uno merita, merita a prescindere dal sesso biologico di nascita.” Vero. Ma in un mondo in cui non ci può essere spazio per tutti, bisogna necessariamente esercitare delle scelte a parità di merito. Noi, come editrici, esercitiamo scelte a parità di merito e scegliamo soprattutto voci femminili. Non esclusivamente, ma specialmente.
Sono tante, sono diverse, sono tutte voci vive d’ispirazione. Sono autrici, illustratrici, narratrici, artiste, magari si aggiungeranno delle giornaliste. Ognuna “dipinge” con il tratto che le è peculiare e porta con sè la sua fetta di mondo per farcela e farvela conoscere. Non potremmo essere più orgogliose di così e il vostro apprezzamento di lettori e lettrici ce lo conferma. Il cammino è lungo, la sfida è grande, ma siamo qui per fare e per dare. Entrambe voci del verbo Donna. [RSP]

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