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Caterina Carone: Bamboline e altre visioni

Caterina Carone: Bamboline e altre visioni

Quando ci si affaccia sul mondo di un artista, si viene felicemente assorbiti dall’immaginario che quell’artista riesce a evocare, dalle visioni che suggerisce.
E Caterina Carone di visioni ne sa evocare tante e diverse, da quelle cinematografiche a quelle pittoriche. Il suo è un mondo a tratti incantato dove regna una meravigliosa, fertile contaminazione di scrittura, disegno e regia.
Già, perchè il grande schermo è la sua prima passione e magari avrai palpitato al cinema seguendo la storia di Regina e Walter in Fräulein – Una fiaba d’inverno che Caterina ha scritto e diretto nel 2016. Oppure avrai guardato Valentina Postika in attesa di partire, premiato come miglior documentario al 27* Torino Film Festival.

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Oltre alla scrittura di soggetti originali e alla regia, Caterina lascia volentieri fluttuare la mano sul foglio  per creare disegni a penna, alcuni in bianco e nero e alcuni colorati ad acquerello. I suoi disegni sono preziosi, come ricamati sulla pagina: un lavoro paziente e certosino di trame d’inchiostro che restituiscono uno sguardo sul mondo ricco e complesso, ordinato e onirico allo stesso tempo.

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È così che nascono le sue Bamboline: personaggi eleganti e surreali che si avvicinano a noi in punta di piedi lasciandoci sospesi e incantati… “Disegno anche alberi, gatti e forme astratte” ci racconta Caterina Carone, “ma le bamboline sono nate per prime, sono sempre con me. Non penso di aver avuto più di dodici anni quando disegnai Robot, la prima bambolina in assoluto o, meglio, il primo prototipo di bambolina… Allora non potevo sapere che Robot avrebbe avuto un seguito. Però avevo intuito che non si trattava di uno dei miei tanti scarabocchi: c’era qualcosa a renderla in qualche modo preesistente all’atto stesso del disegnarla. Era come se fosse già contenuta, così com’era, tutta intera, dentro quel gran mistero che si trova dentro al nostro cervello, che è l’immaginazione. Come se, una volta disegnata, Robot fosse lì a dirmi: oh, finalmente! ma quanto tempo ci hai messo a farmi nascere?
“Per dirla altrimenti” prosegue Caterina, “sento che le bamboline ci sono già tutte anche se non ci sono ancora, mi anticipano e mi fa un gran bene dar loro la possibilità di esistere… È così e basta, un atto necessario e spontaneo. Nel momento in cui appoggio la penna sul foglio non so mai cosa succede, eppure succede sempre qualcosa! È un po’ come come quando chiudo gli occhi prima di dormire. So che forse sognerò, ma soltanto alla fine, al risveglio, mi è possibile interpretare il sogno, scoprire cosa voleva dirmi, dargli un significato. La stessa cosa accade con le bamboline. Soltanto alla fine, quando traccio quelli che sento essere gli ultimi tratti, le ultime linee essenziali, ecco che posso cominciare a interpretare cosa nasce attraverso la mia penna. Mi verrebbe da dire che sono proprio le bamboline, quando si sentono finalmente realizzate, a suggerirmi come vogliono essere chiamate; e il loro nome, misterioso e semplice al contempo, finisce sempre per essere dolce e balsamico…”

Le Bamboline puoi vederle tutte qui e ammirarle dal vivo in anteprima al Salone del Libro di Torino, dal 10 a l 14 maggio, presso il nostro stand (Padiglione 2 Stand H05-G06). E se volete una Bambolina dedicata Caterina vi aspetta in stand venerdì 11 h 18/19.

Parafrasando un vecchio adagio, possiamo certo dire che le vie dell’immaginazione sono infinite... Scommettiamo che Caterina Carone riuscirà a stupirci, ancora e ancora, con il suo prossimo atteso lungometraggio, o magari con un romanzo o con una serie di racconti illustrati?
Chissà… noi restiamo in fremente attesa! [RSP]

 

 

 

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